Senza Nome

per dire grazie a chi è "voce"... non rumore


Ascolta il podcast

Non ho mai studiato…mai studiato recitazione, doppiaggio, qualcosa che mi insegnasse a scrivere… eppure ho scritto, ho recitato, ho doppiato. Mi fa ridere il pensiero di quelli che si affannano a studiare perfino dizione senza arrivare da nessuna parte, senza arrivare dove mi trovo io adesso.

Parola di un eccelso scrittore/attore/show man/tuttologo (siamo nel paese giusto del resto).

Il suono magnetico di Immigrant song disturbato, interrotto da queste parole???
È preferibile la compagnia della propria solitudine all’essere seduto accanto a te, piccolo grande genio!
Sarebbe stata una bestemmia, anche se avessero parlato Dante Alighieri e Vittorio Gassman, che probabilmente avrebbero evitato almeno le risatine di sberleffo dall’alto del loro essere sommi.
Meglio fare un piccolo “volo pindarico” e approdare nell’isola dei giganti per fare qualcosa che oggi è sempre più rara, nei social e nel sociale… pronunciare un semplice Grazie.
Si, noi di redvolverrock vogliamo metterlo per iscritto. E non è un grazie “educato” (ce ne sbattiamo delle affettate buone maniere).
Difficile da spiegare… Riuscire ad avere mille maschere in pochi istanti o recitare un monologo in tre forme differenti, ma efficaci al contempo, non rende l’idea di questo Grazie. Interpretare la parte di una bambina che in un minuto si ritrova ottantenne, passando in rassegna gli in-finiti cambiamenti vocali di una vita, o far tremare budella e ginocchia con una voce “gladiatoria”, che non ha eguali… non basta per giustificare un Grazie.
Nel rispetto di tutti quelli che “si spaccano” la schiena, lavorando o studiando perfino dizione (e no, non c’è proprio un cazzo da ridere!), si ri-conosce, invece, la grandezza…e al suo cospetto s’inchina il nostro grazie. Si può essere fenomeni o normo-dotati, ri-tardati o geni del male o del pane, ma non è da tutti scendere dal trono di spade superbe e altezzose per ri-conoscersi di fronte a quello specchio che molti hanno dimenticato nel ripostiglio. Specchio che riflette quel talento che i comuni mortali lascia senza fiato, come la sublime montagna kantiana… “talento” che, anche nella giungla selvaggia e remunerativa della vendita dei rifiuti, ovviamente differenziati, si guarderebbe bene dallo zittire i Led zeppelin… probabilmente è un talento che ha studiato almeno “la mitologia”!

Grazie Monica, Paolo, Pino, Luca  

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Non ho mai studiato…mai studiato recitazione, doppiaggio, qualcosa che mi insegnasse a scrivere… eppure ho scritto, ho recitato, ho doppiato. Mi fa ridere il pensiero di quelli che si affannano a studiare perfino dizione senza arrivare da nessuna parte, senza arrivare dove mi trovo io adesso.

Parola di un eccelso scrittore/attore/show man/tuttologo (siamo nel paese giusto del resto).

Il suono magnetico di Immigrant song disturbato, interrotto da queste parole???
È preferibile la compagnia della propria solitudine all’essere seduto accanto a te, piccolo grande genio!
Sarebbe stata una bestemmia, anche se avessero parlato Dante Alighieri e Vittorio Gassman, che probabilmente avrebbero evitato almeno le risatine di sberleffo dall’alto del loro essere sommi.
Meglio fare un piccolo “volo pindarico” e approdare nell’isola dei giganti per fare qualcosa che oggi è sempre più rara, nei social e nel sociale… pronunciare un semplice Grazie.
Si, noi di redvolverrock vogliamo metterlo per iscritto. E non è un grazie “educato” (ce ne sbattiamo delle affettate buone maniere).
Difficile da spiegare… Riuscire ad avere mille maschere in pochi istanti o recitare un monologo in tre forme differenti, ma efficaci al contempo, non rende l’idea di questo Grazie. Interpretare la parte di una bambina che in un minuto si ritrova ottantenne, passando in rassegna gli in-finiti cambiamenti vocali di una vita, o far tremare budella e ginocchia con una voce “gladiatoria”, che non ha eguali… non basta per giustificare un Grazie.
Nel rispetto di tutti quelli che “si spaccano” la schiena, lavorando o studiando perfino dizione (e no, non c’è proprio un cazzo da ridere!), si ri-conosce, invece, la grandezza…e al suo cospetto s’inchina il nostro grazie. Si può essere fenomeni o normo-dotati, ri-tardati o geni del male o del pane, ma non è da tutti scendere dal trono di spade superbe e altezzose per ri-conoscersi di fronte a quello specchio che molti hanno dimenticato nel ripostiglio. Specchio che riflette quel talento che i comuni mortali lascia senza fiato, come la sublime montagna kantiana… “talento” che, anche nella giungla selvaggia e remunerativa della vendita dei rifiuti, ovviamente differenziati, si guarderebbe bene dallo zittire i Led zeppelin… probabilmente è un talento che ha studiato almeno “la mitologia”!

Grazie Monica, Paolo, Pino, Luca

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